Rimborso Cessione del Quinto, il caso studio

Scritto da MartinaDicembre 09, 2020
rimborso cessione quinto

“Il rimborso cessione del quinto è calcolato utilizzando il criterio pro rata – temporis per i costi recurring e quello equitativo per i costi up-front.”

È con una decisione del 19 febbraio 2020 che L’ABF, Collegio di Milano, definisce i criteri di rimborso delle spese sostenute dal cliente nel caso in cui questi estingua anticipatamente un finanziamento di cessione del quinto.

Cos’è la cessione del quinto? Un prestito che possiede le seguenti caratteristiche:

  • È riservato a dipendenti pubblici e statali e ai pensionati;
  • La modalità di rimborso delle rate prevede la trattenuta di un quinto dello stipendio o della pensione;
  • Ha una durata a breve – medio termine (non più di 120 mesi).

Proprio per queste sue caratteristiche la Cessione del Quinto è un tipo di finanziamento considerato molto vantaggioso sia dalle banche che dai risparmiatori.

Ma c’è una piccola questione che riguarda il finanziamento di Cessione del Quinto di cui non tutti sono a conoscenza. Parliamo del rimborso cui, colui che contrae questo tipo di finanziamento, ha diritto in due casi:

  • Estinzione anticipata del finanziamento;
  • Rinnovo del finanziamento.

Vediamo ora il primo caso.

Il caso studio

Presentiamo ora un caso in cui un risparmiatore ha ottenuto il rimborso della cessione del quinto in quanto avesse estinto anticipatamente il finanziamento.

“Il cliente provvede a estinguere il finanziamento di Cessione del Quinto in anticipo rispetto alla data di scadenza.

Chiede, dunque, la restituzione delle commissioni non maturate e del premio assicurativo non goduto a causa dell’estinzione anticipata del finanziamento.

L’intermediario si oppone. Secondo quest’ultimo tali costi sono espressamente specificati nelle condizioni del contratto. Sempre l’intermediario dichiara che nel contratto viene anche indicato quali siano gli oneri rimborsabili, ovvero i costi di recurring, quelli soggetti a maturazione nel tempo, e quali invece non lo sono, ovvero quelli collegati alla fase iniziale delle trattative e della formazione dell’accordo, e dunque sostenuti in virtù di questa.

L’art. 125 sexies TUB regola il criterio di rimborso

Secondo l’art. 125 sexies TUB (D.lgs. 385/1993):

“Il consumatore può rimborsare anticipatamente in qualsiasi momento, in tutto o in parte, l’importo dovuto al finanziatore. In tale caso ha diritto a una riduzione del costo totale del credito”.

Cosa si deduce da tale norma?

1) Il riferimento è alla riduzione del “costo totale” del credito, non solo a una parte;

2) il costo del credito è “pari all’importo degli interessi e dei costi dovuti” e non parziale;

3) la riduzione deve essere operata in maniera proporzionale.

Tale disposizione stabilisce, dunque, il principio del diritto all’equo rimborso.

Cosa ha stabilito l’ABF?

In particolare, nel caso di cui sopra, la controparte affermava che tale principio, relativo all’ l’art. 125 sexies TUB (D.lgs. 385/1993), non fosse applicabile al contratto oggetto del contendere in quanto stipulato nel gennaio 2010.

Questa data sarebbe, infatti, anteriore all’entrata in vigore della nuova disciplina, che non ha efficacia retroattiva. Applicandosi, allora, solo ai contratti stipulati dopo il gennaio 2010, i finanziamenti precedenti a tale data non godono del criterio di rimborsabilità.

Ma il Collegio arbitrale ritiene che il diritto all’equo rimborso delle commissioni non maturate sussisteva anche per i contratti antecedenti.

Estremamente importante è poi la decisione della Corte di Giustizia UE in merito al superamento della distinzione tra oneri up-front e costi di recurring. Con la sentenza Lexitor, la Corte UE ha stabilito che il consumatore ha il diritto di adempiere in qualsiasi momento, in tutto o in parte, agli obblighi contrattuali.

Nel caso in cui, quindi, rimborsasse anticipatamente il credito, avrebbe diritto a un equo indennizzo, ovvero a una riduzione del costo totale del credito.

In caso contrario, il cliente non godrebbe di alcuna tutela di fronte al comportamento dell’intermediario, che ben potrebbe imporre degli oneri fissi più elevati in sede di stipulazione del contratto.

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