Sentenza Corte UE valida anche in Italia, vittoria per i consumatori

Sentenza Corte UE valida anche in Italia, vittoria per i consumatori

Scritto da Martina Gennaio 10, 2020
sentenza corte di giustizia europea

Il collegio di coordinamento dell’Abf si è da poco pronunciato in merito alla sentenza finanziamenti corte UE caso “Lexitor”, emanata lo scorso 11 settembre dalla Corte di Giustizia europea, segnando un punto a favore dei risparmiatori italiani.

L’Arbitro Bancario Finanziario (Abf) ha stabilito, tendendo in considerazione la sentenza finanziamenti Corte UE, un’interpretazione conforme a quella della Corte di Giustizia europea, accogliendo le indicazioni già fornite dalla Banca d’Italia e ripercorrendo l’iter ideologico della Corte di Giustizia stessa.

Mentre prima della sentenza il consumatore poteva essere rimborsato, in caso di estinzione anticipata di un finanziamento, soltanto dei costi recurring, ossia i costi ripetibili nel tempo, l’Abf ha ora stabilito che la sentenza Europea debba interpretarsi nel seguente senso:

Tutti i costi del credito (upfront e recurring) sono soggetti a riduzione in caso di estinzione anticipata del debito relativo a un prestito.”.

Differenze tra costi iniziali e costi recurring

Soffermiamoci un momento sulla distinzione tra costi up front (iniziali) e costi recurring.

I costi up front corrispondono a esborsi dovuti per adempimenti preliminari alla concessione del finanziamento (ad es. la gestione della pratica, le spese di istruttoria ecc.), che prescindono dalla durata del rapporto di credito e non sono mai rimborsabili.

I costi recurring (come ad esempio le polizze vita) sono, invece, riconducibili a spese legate alla durata del rapporto di credito e sono rimborsabili – in misura maggiore o minore – a seconda del momento in cui il finanziamento è stato estinto.

In definitiva, fino al momento della sentenza rimborso Corte UE, il contraente aveva diritto soltanto al rimborso dei costi recurring, ovvero di quegli esborsi che riguardano il periodo successivo all’estinzione del finanziamento e in cui -di fatto- non ha usufruito di tali servizi o prestazioni.

La sentenza Lexitor

La sentenza UE “Lexitor”, emanata lo scorso 11 settembre dalla Corte di Giustizia europea, è intervenuta in merito al rimborso anticipato finanziamenti.

La sentenza finanziamenti Corte di Giustizia europea aveva stabilito che l’art. 16 della Direttiva 2008/48 deve interpretarsi nel senso che tutti i costi del credito (accumulati, dunque, dal consumatore per aprire il finanziamento), compresi quelli up front, correlati o non alla durata residua del contratto, ad eccezione delle spese del notaio (la cui scelta compete al consumatore), sono riducibili in caso di estinzione anticipata del finanziamento.

Ora, la Direttiva UE, grazie alla decisione dell’Abf, sarà valida anche in Italia.

Abf, cos’è l’arbitro bancario finanziario

L’arbitro Bancario Finanziario, noto anche come ABF, è un sistema di risoluzione stragiudiziale di controversie previsto dalla legge italiana.

Esso è composto dai Collegi giudicanti e da una segreteria; ogni collegio comprende un presidente, due membri nominati da Banca d’Italia e due membri scelti rispettivamente dalle associazioni di intermediari e dalle associazioni che rappresentano la clientela.

Ogni Collegio ha la sua segreteria tecnica, gestita da Banca d’Italia.

Abf: Sì a Lexitor. La sentenza UE vale anche in Italia

In sintesi, il Collegio di Coordinamento dell’Abf ha stabilito il seguente principio di diritto, rendendo valida anche in Italia la sentenza finanziamenti Corte Ue:

A seguito della sentenza 11 settembre 2019 della Corte di Giustizia Europea, l’art.125 sexies TUB deve essere interpretato nel senso che, in caso di estinzione anticipata del finanziamento, il consumatore ha diritto alla riduzione di tutte le componenti del costo totale del credito, compresi i costi up front”.

“Il criterio applicabile per la riduzione dei costi istantanei, in mancanza di una diversa previsione pattizia che sia comunque basata su un principio di proporzionalità, deve essere determinato in via integrativa dal Collegio decidente secondo equità, mentre per i costi recurring e gli oneri assicurativi continuano ad applicarsi gli orientamenti consolidati dell’ABF”.

Inoltre, la sentenza UE afferma che:

“La ripetibilità dei costi up front opera rispetto ai nuovi ricorsi e ai ricorsi pendenti, purché preceduti da conforme reclamo, con il limite della domanda”.

“Non è ammissibile la proposizione di un ricorso per il rimborso dei costi up front dopo una decisione che abbia statuito sulla richiesta di retrocessione di costi recurring”.

“E’ inammissibile la proposizione di un ricorso finalizzato alla retrocessione dei costi up front in pendenza di un precedente ricorso proposto per il rimborso dei costi recurring”.

Un altro punto, insomma, a favore dei risparmiatori che potranno recuperare, in caso di estinzione anticipata del finanziamento, l’importo di tutti i costi accessori a esso correlati, le cui cifre potrebbero ammontare anche a diverse migliaia di euro.

Contattaciper ulteriori informazioni.

Seguici su Facebook.

Condividi l'articolo

Articoli correlati

Avere il rimborso è un tuo diritto, scopri senza impegno se ne hai diritto.