Sentenza Lexitor e applicabilità retroattiva, a confermarla 4 sentenze

Scritto da federicoGennaio 07, 2021
Lexitor

“Caso Lexitor, quattro ordinanze confermano l’applicabilità già dal 2010.”

A poco più di un anno dalla sentenza Lexitor emanata dalla Corte Europea, si conferma anche in Italia l’applicabilità della legge per contratti stipulati a partire già dal 2010.

Sono i Tribunali di Torino, Napoli e Milano a dare conferma dell’applicabilità della sentenza Lexitor per tutti i contratti stipulati a partire da settembre 2010 e fino a dicembre 2019. È in quella data, infatti, che la Banca d’Italia ha emanato una circolare per l’adeguamento al diritto europeo.

La sentenza della corte Ue ha permesso ai consumatori di richiedere il rimborso dei costi, anche quelli “up front” (spese di istruttoria, commissioni per intermediari e ogni altra spesa sostenuta al momento della conclusione del finanziamento), in caso di estinzioneanticipata delfinanziamento.

Una punto di svolta per i risparmiatori.

L’applicabilità retroattiva della sentenza Lexitor

A poco più di tre mesi dalla pronuncia europea, l’Abf ha accolto la tesi dell’applicabilità retroattiva della sentenza europea (collegio di coordinamento dell’11 dicembre 2019). La legge, in parole semplici, è valida per tutti i contratti di Cessione del Quinto stipulati tra settembre 2010 e dicembre 2019.

Questa decisione della Commissione Ue ha dato origine a una valanga di ricorsi avviati nei confronti degli istituti di credito, molti dei quali vinti dai consumatori.

La difficoltà si è riscontrata inizialmente a causa dell’atteggiamento assunto dai Tribunali nei confronti della sentenza Ue.

Questi ultimi hanno, in un primo momento, agito a macchia di leopardo. Le prime sentenze emesse dai giudici, che hanno voluto affrontare la materia, parevano favorevoli alle finanziarie e alle banche.

Veniva, infatti, sancita l’inapplicabilità della sentenza.

Un cambio di direzione da parte dei giudici

Qualcosa è cambiato quando il Tribunale di Torino, con una sentenza del 23 Aprile 2020 (n. 1434) ha affermato che la decisione dellaCorte Europeaè vincolante per il giudice nazionale.

Appurato che la norma interna (125-sexies Tub) è “trasposizione della regola sancita dalla direttiva” questa deve, dunque, “essere letta in conformità a quest’ultima come interpretata dalla Corte Ue”.

A confermare questa tendenza anche una sentenza del Tribunale di Napoli del 29 giugno 2020 n. 4.433.

L’istituto si è espresso, in sede di appello, a favore dell’applicazione della sentenza Lexitor.

Anche altri Tribunali stanno portando avanti la tesi dell’interpretazione conforme. Vanno in questo senso tre ordinanze pronunciate dall’autorevole foro di Milano.

Accogliendo tre ricorsi, il Tribunale ha confermato la validità accertato la nullità delle clausole contrattuali utilizzate da Compass, Futuro e Agos fino al mese di aprile 2020, che regolano l’estinzione anticipata dei contratti di credito e che prevedono la non rimborsabilità di tutti i costi sostenuti.

Secondo quanto disposto dal giudice nei 60 giorni successivi all’ordinanza, le società finanziarie in questione hanno dovuto comunicare l’illegittimità delle clausole e il diritto dei consumatori a ottenere la restituzione dei costi up-front, con una pubblicazione indirizzata a tutti i clienti.

Anche i Tribunali hanno iniziato ad adeguarsi alla sentenza europea. Una vittoria per i consumatori, mentre il settore bancario è sempre più preoccupato per l’impatto sui bilanci.

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