Storia di Rimborso del Quinto: dal 2015 alla sentenza Lexitor

Storia di Rimborso del Quinto: dal 2015 alla sentenza Lexitor

Scritto da federicoGiugno 17, 2021
RDQ consulting

R.D.Q Consulting è stata fondata da Paolo Chianta nel 2015.

La società si occupa di far restituire correttamente le somme dovute dalle finanziarie e dalle banche a tutti coloro che hanno rinnovato o estinto anticipatamente un finanziamento con cessione del quinto dello stipendio.

Purtroppo sono ancora in pochi a sapere esattamente in cosa consiste il Rimborso sulla cessione del quinto e come si ottiene.

Il rimborso quote cessione del quinto è diretto a tutti i dipendenti e pensionati che hanno estinto anticipatamente o rinnovato un finanziamento contratto tramite cessione del quinto negli ultimi 10 anni.

Rimborso del Quinto nasce per mettere a tua disposizione una squadra di avvocati e professionisti di consolidata esperienza nell’ambito economico e finanziario.

Il team si dedicherà alla tua causa, effettuando una valutazione gratuita della tua causa. La nostra commissione verrà applicata soltanto dopo che avrai ricevuto il tuo rimborso.

La storia del rimborso della cessione del quinto nasce diversi anni fa. Solo nel 2019, però, c’è stata una vera svolta a favore dei consumatori. Questo grazie a una sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea: la Lexitor.

Sentenza Lexitor

Con la sentenza dell’11 settembre 2019, causa C-383/18 (c.d. “Lexitor”), la Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE) ha sancito che il consumatore che rimborsa anticipatamente il finanziamento “ha diritto a una riduzione del costo totale del credito, che comprende gli interessi e i costi dovuti per la restante durata del contratto”.

Prima della sentenza Lexitor, di norma il calcolo del rimborso riguardava esclusivamente i costi di recurring, ovvero tutte quelle spese legate alla durata del rapporto (come gli interessi).

Grazie alla sentenza del 2019, invece, la corte dell’Unione di Giustizia dell’Unione Europea ha stabilito che devono essere rimborsati al consumatore anche i costi up front, ovvero tutti quei costi relativi alla gestione del finanziamento (es. le spese di gestione della pratica e di istruttoria).

Il tutto con validità retroattiva di 10 anni.

I vantaggi della Lexitor per i consumatori (cosa cambia)

La sentenza UE ha rimesso in discussione tutte le richieste di rimborso giunte in caso di chiusura anticipata o rinnovo di un finanziamento per “Cessione del quinto”.

In pratica, la sentenza stabilisce che, anche se la pratica è già stata estinta, anche se la finanziaria è “scomparsa”, tutti hanno diritto ad un nuovo riconteggio. E le finanziarie e gli istituti di credito sono tenuti a rimborsare le cifre che prima si erano ingiustamente trattenuti.

La normativa in Italia

La Banca d’Italia ha accolto la sentenza della Corte di Giustizia Europea aggiornando il 30/10/2019 l’art. 125 sexies del Testo unico Bancario interpretato poi a favore dei consumatori dal collegio di coordinamento dell’ABF in data 17 dicembre 2019. La sentenza afferma che:

“Il diritto del consumatore alla riduzione del costo totale del credito in caso di rimborso anticipato del credito include tutti i costi posti a carico del consumatore.”.

La conseguenza diretta di tale aggiornamento sono state le numerose sentenze vinte dai consumatori nei confronti di finanziarie e istituti di credito anche con valenza retroattiva.

Facciamo un esempio

Richiamiamo la decisione nr 2833 dell’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) del 19 febbraio 2020.

In questo caso il cliente aveva provveduto a estinguere un finanziamento anticipatamente alla data di scadenza e aveva quindi richiesto la restituzione sia delle commissioni non maturate che del premio assicurativo non goduto. L’importo totale era pari a 1.015,19 euro, oltre interessi legali.

Dall’altra parte l’istituto finanziario si opponeva affermando che per contratto tali oneri erano specificati nel contratto come “non rimborsabili”.

Facendo riferimento alla Lexitor, all’art.125 sexies Testo Unico Bancario e alla decisione del Collegio di Coordinamento la sentenza ha stabilito che:

“… nel caso di specie il criterio di rimborso debba essere misto: pro rata temporis (con percentuale di rimborso: 60,83%), per i costi recurring (commissioni finanziarie, oneri di distribuzione per il 50%, diritti ente, oneri assicurativi); equitativo (con percentuale di rimborso: 39,31% , per i costi up-front (oneri di distribuzione per il 50%).

Tenuto conto delle restituzioni già effettuate (€ 456,64 per commissioni finanziarie; € 99,05 per oneri di distribuzione – recurring; € 109,50 per diritti ente), l’intermediario è tenuto pertanto a rimborsare l’importo complessivo di € 962,09 (di cui: € 234,01 per commissioni finanziarie; € 97,01 per oneri di distribuzione – up-front; € 51,06 per oneri di distribuzione recurring; € 580,01 per oneri assicurativi).

Euro 962,09, dunque, e non proprio i 1.015,19 richiesti, ma il risultato è comunque estremamente vicino a quanto ci si era prospettati.

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