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Trasparenza dei costi

Trasparenza dei costi

by Davide Febbraio 13, 2019
banca d'italia

La cessione del quinto è un finanziamento che puoi chiedere se sei un lavoratore dipendente o un pensionato, pubblico o privato. Il rimborso del prestito avviene mediante una trattenuta mensile che è effettuata direttamente dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico (che a sua volta lo versa al finanziatore) e può arrivare al massimo al quinto del tuo stipendio/pensione (indicato comunemente come quinto cedibile). Il finanziamento può avere una durata che va da un minimo di due anni a un massimo di 10 per cui rinunci per un po’ di tempo a una parte importante delle tue entrate e, se sei un lavoratore, vincoli anche una parte delle somme destinate al tuo trattamento di fine rapporto; sostieni inoltre dei costi per l’operazione di finanziamento di cui devi essere pienamente consapevole. Essere consapevoli dei costi di questo tipo di finanziamento è importante non solo quando si accende il finanziamento ma anche per decidere se estinguerlo anticipatamente o rinnovare l’operazione.

Nel dettaglio

Alcuni costi (cosiddetti recurring) riguardano infatti servizi e attività che maturano nel corso del rapporto (ad esempio gli interessi sulla somma erogata) e devono quindi essere restituiti in caso di estinzione anticipata; ci sono invece dei costi (cosiddetti up front), che sono collegati ad attività che si sono concluse con la stipula del contratto e che quindi non possono essere restituiti (per esempio, spese di istruttoria). Per questo è importante sapere se le commissioni e le spese si riferiscono alla fase iniziale del prestito e alla formazione del contratto o alla sua gestione nel tempo.

PRIMO CASO

Un cliente estingue un precedente finanziamento ottenuto mediante cessione del quinto e stipula perciò con lo stesso intermediario un secondo contratto analogo e di importo maggiore. Si rivolge all’ABF chiedendo il rimborso integrale delle commissioni e delle spese di istruttoria e assicurative pagate per il secondo contratto perché stipulato prima che fosse decorso l’intervallo minimo temporale previsto dalla legge per il rinnovo dei finanziamenti estinguibili mediante cessione del quinto, cioè almeno i 2/5 della durata del contratto. Il primo contratto ha infatti una durata originaria di 9 anni, per un totale di 108 rate mensili, e viene rinnovato dopo il pagamento di appena 13 rate e non 43 come dovrebbe essere, con una differenza dunque di 30 rate.

La decisione

L’ABF con decisione n. 422/2017 ritiene che il mancato rispetto del termine minimo di legge non incida sulla validità del nuovo finanziamento e riconosce al cliente, a titolo risarcitorio, la quota parte delle spese che l’intermediario ha già incassato ma che maturano durante la vita del contratto (criterio cosiddetto pro rata temporis): il risarcimento è calcolato considerando l’importo complessivo delle commissioni e degli oneri assicurativi che si sarebbero dovuti riconoscere all’intermediario tra la rata n. 13 e la rata n. 43 che in realtà non hanno avuto corso a causa del rinnovo.

Orientamenti di vigilanza

Recentemente la Banca d’Italia ha ricordato a tutti gli operatori di questo settore quali sono le regole di trasparenza e correttezza più importanti da rispettare nell’interesse dei clienti con gli “Orientamenti d “vigilanza” sulla cessione del quinto. Ad esempio, con riferimento al caso riportato all’ABF ha richiamato il fatto che favorire l’estinzione dell’operazione in corso prima del termine minimo di legge, in vista della successiva stipula di un nuovo contratto di CQS, può essere elusivo della normativa vigente. Gli intermediari devono evitare qualunque condotta – anche posta in essere con l’intervento di terzi – che porti al risultato vietato dalla legge o si traduca in una limitazione della possibilità per il cliente di valutare, una volta maturati i termini, la convenienza a rinnovare il finanziamento e le condizioni proposte (Orientamento 7).

SECONDO CASO

Un cliente vuole procedere all’estinzione anticipata di un finanziamento mediante cessione del quinto per 120 rate del proprio stipendio. Contesta però i conteggi estintivi dell’intermediario e chiede all’ABF di accertare il diritto alla restituzione degli oneri non maturati a fronte dell’estinzione anticipata.

La decisione

L’Arbitro conferma, con la decisione n. 14134/2017, che nella formulazione dei contratti gli intermediari devono esporre in modo chiaro e agevolmente comprensibile sia i costi imputabili a prestazioni riguardanti la fase delle trattative e della formazione del contratto (quelli definiti in precedenza up front, non ripetibili), sia i costi riferibili all’intero svolgimento del rapporto negoziale (costi recurring); in assenza di una chiara ripartizione tra costi up front e recurring, i relativi importi vanno restituiti al cliente per la quota non maturata. Il Collegio ha accolto la richiesta di rimborso della quota non maturata degli oneri indicati in contratto come “commissioni bancarie”, in quanto tale voce di costo conteneva un elenco di molteplici attività (connesse alla concessione e alla gestione del finanziamento) senza alcuna distinzione tra gli oneri relativi ad attività up front e quelli riguardanti attività recurring.

Orientamenti di vigilanza

Come abbiamo visto nel caso precedente, nella cessione del quinto tutti i costi del finanziamento (interessi, commissioni, altri oneri) sono versati in anticipo dal cliente e quindi la liquidità che egli effettivamente riceve è data dalla somma concordata sottratti tutti i costi. Per verificare il costo complessivo dell’operazione, un parametro molto importante è il TAEG – Tasso annuale effettivo globale, diverso dal TAN (Tasso Annuo Nominale) che invece non comprende spese o commissioni e non indica il “costo totale del finanziamento”. Un prestito con TAN pari a zero potrebbe avere quindi un TAEG molto maggiore di zero. Il TAEG è lo strumento principale di trasparenza nei contratti di credito ai consumatori. Non solo comprende tutti i costi, ma è un indice armonizzato a livello europeo. Permette quindi di confrontare facilmente e rapidamente tutti i finanziamenti, anche quelli offerti da operatori stranieri sul mercato italiano.

Fonte: Banca d’Italia

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